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Progetto cofinanziato dall'Unione Europea



Consorzio Forestale Lario Intelvese

L'AMBIENTE DELLE VETTE: VISTA LAGO

La cima più alta del comprensorio intelvese, il Monte Generoso, raggiunge i 1702 m di quota. Più a sud si staglia il Sasso Gordona (1410 m) e a nord, sovrastanti Lanzo d’Intelvi, svettano il Sighignola (1302 m) e il Monte Camoè (1135 m). A queste altezze, non estremamente elevate ma ragguardevoli per la fascia prealpina in cui si trovano, è già possibile osservare specie animali e vegetali che mettono in mostra particolari adattamenti al clima freddo, soprattutto nivale. Per esempio, le piante erbacee hanno spesso un portamento basso, utile a resistere ai venti sferzanti, e foglie pelose... antigelo.

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Endemismi del Generoso

Quando i ghiacciai ciclicamente ricoprivano le nostre vallate, le cime dei monti emergevano come isole nel mare. Su queste isole, come naufraghi, sono sopravvissuti piccoli invertebrati poco mobili e spesso privi di ali. Isolati dal resto del mondo, questi animaletti hanno oggi una diffusione ristretta, talvolta a un solo monte; specie con queste caratteristiche si definiscono endemiche. Esclusivi del Monte Generoso o di un’area ristretta attorno a esso sono per esempio alcuni coleotteri della famiglia carabidi (“scarabei”), privi di ali e abitanti del suolo, come Trechus leavipes, o degli stafilinidi, come Leptusa comacina, il cui nome ne chiarisce la distribuzione. Endemici del Monte Generoso sono anche una piccola farfallina notturna, la Dahlica generosensis, e una lumachina, Tandonia nigra.

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