L'ECOSISTEMA
DEL BOSCO
Il
bosco è uno degli elementi prioritari del paesaggio montano comasco ed
è una componente fondamentale del nostro territorio. Come un filo conduttore
ideale, la sua analisi ci permette di descrivere e classificare le tipologie
ambientali del comprensorio della Comunità Montana Lario Intelvese.
La
superficie forestale complessiva di questo territorio è di poco inferiore
a 10 000 ettari, con un indice di boscosità molto elevato. Il territorio
del Lario Intelvese si estende da quote altimetriche elevate fino al livello
del lago, condizionando la composizione floristica dei boschi. Troviamo
infatti foreste tipicamente montane nei distretti alpini, mentre flora
di tipo mediterraneo fa capolino nei microclimi temperati della sponda
lacustre.

Alberi
isolati e radure sono importanti elementi di diversità nel paesaggio boschivo.
Il
ritmo della vita
Gli
animali della foresta cercano nel loro ambiente almeno due elementi fondamentali:
cibo e rifugio. La produzione di cibo segue evidenti ritmi stagionali.

In
primavera la linfa ricomincia a scorrere nei fusti delle piante – gli
organismi produttori – che emettono prima teneri germogli e in seguito
foglie, fiori, frutti e semi; questi materiali vegetali possono restare
a disposizione, anche se in quantità minori (soprattutto se nevica in
abbondanza), fino alla primavera successiva.
Sono
quindi diverse le parti della pianta appetite ai consumatori primari,
cioè agli erbivori, che costituiscono cibo per i predatori, cioè i consumatori
secondari. Più alta è la produzione di cibo vegetale e maggiori saranno
le possibilità per gli animali della foresta di allevare prole numerosa
e in salute e quindi di garantire il buono stato della popolazione.
Quando
a un periodo di grande produzione vegetale seguono una o più annate misere,
le popolazioni animali subiscono una forte riduzione a causa della scomparsa
di molti degli individui in condizioni fisiche non perfette.

Suggestione
d’autunno in una faggeta mediamente matura.
La
legge del predatore
La
predazione, l’atto con cui un animale uccide e si ciba di un altro animale,
è prassi normale in tutti gli ecosistemi. Si tratta del naturale meccanismo
di regolazione delle popolazioni, il cui risultato finale non è altro
che il miglioramento delle popolazioni stesse, siano esse prede o predatrici.
La sopravvivenza degli individui più forti, meglio nutriti più esperti
garantisce la nascita e la crescita di una numerosa progenie di piccoli
altrettanto vitali e adatti all’ambiente in cui vivono.
La
diversità ambientale
L’alto
numero di specie – animali o vegetali – che abitano un’area è in pratica
determinato dalla varietà di ambienti presenti, oltre che dalla loro qualità.
Infatti, un ambiente monotono ospiterà solamente una ristretta cerchia
di specie, escludendo tutte quelle che per vivere esigono situazioni più
differenziate.
Gli
ungulati e molti uccelli usano rifugiarsi e riprodursi nel bosco per poi
uscire nelle aree aperte, al tramontoe all’alba, alla ricerca di cibo.
Numerosi
anfibi in primavera si spostano dalle aree boscate, dove hanno trascorso
l’inverno, per raggiungere le zone umide (pozze d’acqua, stagni, tazze
di sorgente) dove deporranno le uova. È questo il caso della salamandra
pezzata, della rana temporaria o dei tritoni. I rettili amano le aree
aperte e assolate, ma prediligono quelle in cui si trovano pietraie e
altri rifugi. Anche un ambiente apparentemente monotono come il bosco
può mostrare aspetti differenziati e quindi ospitare specie con abitudini
ed esigenze assai variabili. Una pozza, un arbusto ricco di bacche o di
semi
Gestione
e fauna
Anche
lo stato colturale, cioè il tipo di gestione forestale a cui sono sottoposti
i boschi, è determinante per la fauna. Boschi abbandonati da tempo saranno
apprezzati dagli insetti xilofagi (che si nutrono di legno) e ai loro
predatori, come i picchi, che scavano il nido nel legno morto; i boschi
governati ad alto fusto ospiteranno specie che esigono ampi spazi di movimento
sia a terra, come il cervo, sia in volo, nel caso di un predatore come
l’astore. Il bosco governato a ceduo, interessato da tagli frequenti,
sarà invece apprezzato dalle specie che si nutrono di germogli di alberi
e arbusti, come il capriolo.

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