VALLE
INTELVI: UN PO' DI STORIA NATURALE
L’area intelvese
è caratterizzata da roccia calcarea, originatasi da un fondale marino
del Giurassico per sedimentazione di materiale fine frammisto a gusci
e scheletri di invertebrati.
Questo deposito
di spessore notevolissimo – profondo circa un chilometro e suddiviso in
strati di 20-30 cm – si trasformò lentamente in una roccia che la deriva
dei continenti fece sollevare a formare quelle che oggi sono le vette
del comprensorio.
Tipico
della zona è il calcare di Moltrasio, di colore grigio ardesia lungo le
fratture fresche e grigio chiaro-giallognolo quando invece è ossidato
dalla lunga esposizione all’aria.

Tra i fossili
tipici della zona si rinvengono numerose ammoniti, molluschi a conchiglia
spiralata, tutti estinti, vissuti circa 180 milioni di anni fa. Il Museo
di Lanzo d’Intelvi (tel. 0344 87235) ospita diversi fossili rinvenuti
nell’area intelvese e anche provenienti dal giacimento di Osteno, sul
Ceresio, celebre nel mondo per l’eccezionale stato di conservazione dei
reperti, soprattutto di crostacei ma anche di pesci e molluschi.

L’azione dell’acqua
piovana sul calcare ha prodotto nella roccia forme caratteristiche del
carsismo, per esempio inghiottitoi in cui l’acqua superficiale si infila
nel sottosuolo per poi ricomparire più a valle nelle classiche sorgenti.
Il passaggio
dell’acqua nel sottosuolo ha dato vita a un sistema articolato di grotte,
non ancora pienamente esplorato e ricco di cunicoli, sale, stalattiti
e stalagmiti.
Solo sul massiccio
del Monte Generoso se ne contano ben 73; le grotte più estese, fra quelle
conosciute, si trovano in comune di Lanzo d’Intelvi: il Sistema Immacolata
(con uno sviluppo di 3550 m di lunghezza per 384 m di profondità) e il
Sistema Nevera (2100 m per 330 m).