Progetto Interreg IIIA Italia Svizzera 2000/2006
“Parco dei Magistri Comacini delle
Valli e dei Laghi Intelvesi Campionesi
e Ticinesi”
12. I Fossili di Osteno

Nel 1964 il paleontologo Giovanni
Pinna del museo di scienze naturali di Milano scoprì, presso una cava situata a
metà strada fra Osteno e S.Margherita,
raggiungibile solo via lago, un giacimento di fossili, destinato a far parlare
di sé in tutto il mondo. Le campagne di scavo intraprese da allora hanno
permesso di riconoscere e classificare diverse specie di fauna marina fino ad
allora sconosciute grazie al loro eccezionale stato di conservazione e sono
state oggetto di numerose pubblicazioni scientifiche. Il giacimento di Osteno è costituito da una lente spessa 6 m di calcare molto fine ricco di
spicole silicee derivanti dalla disgregazione di spugne, all’interno della
formazione calcarea denominata Calcare di Moltrasio
nota anche in letteratura come calcare selcifero
lombardo (Giurassico inf. circa 190 Ma). La caratteristica peculiare di questo
giacimento è l’eccezionale stato di fossilizzazione derivante da particolari
condizioni paleoambientali che hanno permesso la
conservazione anche delle parti molli degli organismi che normalmente con la
putrefazione si disgregano. Le eccezionali condizioni di fossilizzazione hanno
permesso di ritrovare numerosi organismi completi anche delle parti molli. Gli
organismi che hanno reso famoso nel mondo scientifico il giacimento di Osteno sono i “tilacocefali”. Il
rinvenimento di esemplari completi ha permesso di identificare per la prima
volta la nuova classe dei Tilacocefali (testa a forma
di sacco) per classificare questo organismo con caratteri simili ai crostacei e
ai cirripedi. Gli esemplari ritrovati, di dimensioni comprese fra i 15 e i 200 mm, presentano
un carapace esterno, una sacca ovale interpretata come sacca cefalica,
branchie, mandibole, nove coppie di appendici toraciche con funzioni di
movimento. L’animale viveva spostandosi sul fondo fangoso nutrendosi filtrando
il sedimento e/o catturando piccoli molluschi.Gli
studi sono ancora in corso: il giacimento ha sicuramente molto ancora da
rivelare (rettili marini?).Certo è che il giacimento di Osteno
è ora famoso in tutto il mondo al pari di quello di Solnhofen
o di Bolca. I paleontologi del museo di storia
naturale di Milano hanno voluto ricordare la località di riconoscimento del
fossile principe del giacimento dandogli il nome di Ostenocaris
cypriformis. Grazie allo studio del giacimento di Osteno si è potuto ricostruire l’ambiente e la fauna che
popolava il mare del Giurassico inferiore (190 Ma)in questa parte delle attuali
alpi meridionali. Per chi volesse vedere da vicino i fossili e avere maggiori
approfondimenti può visitare il Museo
dei fossili a Scaria oppure a Milano nel museo di
storia naturale dove è allestita una vetrina specifica per il giacimento di Osteno.
