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Itinerari - La scagliola

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Muronico –Chiesa di S. Sisinio. Salendo da Argegno in Valle Intelvi, a Muronico, nell’antica chiesa di S. Sisinio, troviamo alcuni importanti paliotti in scagliola. Il paliotto dell’altare di S. Giovanni Battista reca al centro una figura avoriolata del Santo. Questo tipo di paliotto è detto “a cornici di gemme incastonate”. La sfaccettatura a pietre colorate ricorda i paliotti altomedievali in oro e gemme. La lastra centrale è dell’ambito di Pietro Solari senior mentre le lastre laterali sono dell’ambito di G.B.
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Muronico –Chiesa di S. Sisinio. Il secondo altare a sinistra, oltre al paliotto, presenta, anche un gradino sopramensa decorato a scagliola. La tipologia è quella detta “con vasi a calice” e l’incorniciatura rientra nello stile dei mobili barocchi francesi di Luigi XIV. È opera di Francesco Solari senior per la lastra centrale e aiuti per i pannelli laterali.
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Muronico – San Sisinio – Altare della Madonna – Il paliotto e la prima alzata del gradino sopraltare in scagliola incisa. La decorazione è formata da volute a disegno assottigliato che si dilatano attorno allo scudo centrale. L’autore è Andrea Solari, scuola dei Leoni, lo stesso maestro del paliotto di S. Rocco a Osteno. È databile attorno alla metà del secolo XVII.
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Muronico – San Sisinio – Altare della Madonna – dettaglio

Nel bellissimo particolare distinguiamo un anemone della croce, due garofani rossi e il cardellino, che nell’insieme evocano la passione di Cristo sull’altare. Il cardellino qui è realizzato con impasto di scagliola ad effetto sfumato e con incisioni ad impasto chiaro nei piumaggi.

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Dizzasco – Chiesa dei SS. Pietro e Paolo – Paliotto dell’altare di San Giuseppe. Al centro del listello bianco alla base : “Giuseppe Molciano fece per sua devozione anno 1733”. Questo scagliolista era genero di Giulio Quaglio di Laino (1669/1751), pittore del patriarca di Aquileia. Realizza questo spettacolare paliotto dal caratteristico robusto nastro bianco. In basso, interpreta le basi di grandi candelabri che contengono vasi di fiori. Tutto il paliotto è ricco di flora e di uccelli stilizzati e di vasi dai quali fuoriescono bianche volute con fumi di incenso convergenti sopra lo stemma centrale. L’altare riassume la preghiera dei fedeli e le loro offerte che, con il loro incenso, salgono a rendere gloria al santo titolare dell’altare.
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Dizzasco – Chiesa dei SS. Pietro e Paolo – Paliotto dell’altar maggiore inserito tra robuste volute in scagliola nera. L’efficace aspetto coloristico, variato tra toni di rossi e blu, presenta un elegante insieme. L’impianto del nastro ad occhielli “distende” questo paliotto sulla profilatura gialla. L’opera è datata 1736 e presenta elementi stilistici riferibili sia ai Rapa, sia ai Solari.
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Dizzasco – Chiesa dei SS. Pietro e Paolo – Paliotto dell’altar maggiore - dettaglio Stranamente la figura di S. Pietro sembra tratta da un modello di S. Andrea, ma le chiavi che porta nella mano destra sono inequivocabili. Reggono al confronto con le grandi statue barocche romane.

Sotto, lo stemma dei Castelli di Menaggio con la palma emergente dalle acque del lago e con la scritta del committente, il Priore Simone Castelli: “P.r SIMON CASTELUS PAROCUS DIZZASCHI EX DEVOTIONE 1736”.

Castiglione d’Intelvi – Oratorio detto della Madonna del Restello e dedicato alla Madonna del Carmine. Il paliotto, attribuito a Pietro Solari senior (Attr. F. Spalla). Bellissimo paliotto che interpreta il nuovo gusto per le cineserie, introdotte nell’area danubiano-viennese ove gli artisti intelvesi erano presenti nelle regge della Mitteleuropa. Il paliotto diviene un elemento che introduce al mistero della sposalizio mistico. I nastri s’inseguono e si intrecciano formando un boccascena teatrale tipico del ‘700 con un esito estremamente leggero e raffinato.
Castiglione d’Intelvi – Oratorio detto della Madonna del Restello - dettaglio Particolare: al centro, il Solari affida al suo ricorrente motivo del fiore del convolvolo il compito di rappresentare il calice dal quale fuoriesce l’offerta dei fiori di virtù. Il calice evoca, con le due tortorelle, anche la coppa nuziale rivelandosi realizzato in occasione di un illustre matrimonio ( tra sposi o mistico). I due drappi che si distendono con eleganza contribuiscono alla scenografia teatrale.
Castiglione d’Intelvi – Chiesa plebana di S. Stefano (1638) – Cappella del Crocefisso con il Sepolcro. Una delle rare scagliole ottocentesche. L’adattamento dell’altare a sepolcro venne eseguito ai primi del Novecento da Ermenegildo Noli. L’incorniciatura dell’urna mostra accenti neobizzantini nel gusto dell’ornato a fasce.
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Castiglione d’Intelvi – Oratorio di S. Agata – Paliotto dell’altare dell’Addolorata. Paliotto in stucco lucido in stato di grave degrado. Evoca i motivi della scuola dei Leoni, particolarmente nell’incorniciatura polilobata ad ovali e nell’uso dei grandi uccelli ma il pannello centrale è opera di G.B. Ferretti. Il motivo dei falconi può riferirsi ai committenti o confratelli di S. Agata. L’oratorio di S. Agata fu costruito tra il 1587 e il 1599 per ospitare le liturgie durante la ricostruzione della chiesa plebana devastata da un’alluvione.
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Cerano – Veglio Chiesa dei SS. Quirico e Giovita Altar Maggiore

Il tabernacolo. Realizzazione di grande effetto con elaborata cimasa e colonne tortili.

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Cerano Intelvi – Chiesa parrocchiale di S. Tommaso – Paliotto dell’altare della Cappella di S. Antonio - dettaglio. La composizione, di gusto francese a rocaille, stile Luigi XV, con cenni a cineserie, fa assegnare l’opera al primo quarto del ‘700. L’intreccio delle ghirlande e della finezza del disegno sembrano rendere l’effetto di un broccato dell’epoca. L’autore del paliotto, per l’analogia con quello di Dizzasco, è Pietro Solari (Attr. N. Cetti).
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Schignano – Chiesa parrocchiale di S. Maria – Altare della Madonna del Rosario. Anche questo paliotto, in origine all’altare maggiore e ora collocato a parete, viene attribuito a G. B. Rapa. Al centro il monogramma di Cristo – IHS - intrecciato a quello di Maria – MV con disegno a bastone tornito. Le lastre laterali adattate presentano motivi usati anche da G. Maria Pancaldi.

Argegno – Chiesa di S. Anna – Altar maggiore.

Andrea Solari senior, aiuti e G.B. Leoni. Altare in scagliola e stucchi, complesso ed imponente per il piccolo ambiente che lo ospita, d’impostazione controriformista, è ascrivibile all’ambito religioso dei Gesuiti o degli Olivetani, ambedue presenti in Valle.

La piccola chiesa, edificata nel secolo XVII, presenta una forte unitarietà stilistica.

Argegno – Chiesa di S. Anna – Altar maggiore - dettaglio Il riquadro centrale sopra l’altare, con il vaso secentesco è caratterizzato da una disposizione a ventaglio dei fiori, su un unico piano: giacinto, tulipano, ranuncolo rosso con insetto, garofano. Caratteristico l’effetto marmorizzato dei petali. Il medesimo autore ha realizzato il paliotto con l’Agnus Dei a Muronico.


 

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