C’è un piccolo borgo della Valle Intelvi dove, ogni estate, gli asini tornano a popolare vicoli, corti e piazze. Non sono animali in carne e ossa, ma opere d’arte che dialogano con il paesaggio e con una leggenda locale, trasformando Dizzasco in un itinerario a cielo aperto tra installazioni, storia e creatività contemporanea.
Dal 25 luglio prende il via la diciottesima edizione dell’Invasione degli asini, il progetto nato nel 2007 da un’idea di Nicola Salvatore con l’Accademia di Brera e oggi promosso dall’Associazione Amici di Dizzasco e Muronico. Un appuntamento che negli anni ha costruito un percorso artistico permanente all’interno del paese, facendo dell’asino il filo conduttore di una narrazione che intreccia cultura e ricerca contemporanea.
Dizzasco, affacciato sul corso del fiume Telo nel cuore della Valle Intelvi, diventa così una destinazione da percorrere lentamente. Qui l’arte non è racchiusa in uno spazio espositivo, ma accompagna il visitatore tra portici, piazzette e antiche corti, dove ogni opera invita a osservare il borgo da una prospettiva diversa.
Per l’edizione 2026 il progetto cambia direzione. Anziché aggiungere una nuova installazione al museo diffuso, la manifestazione sceglie un formato insolito: un mazzo di quaranta carte da gioco dedicato all’asino. Non un semplice gadget, ma un’opera seriale concepita come intervento artistico, in cui ogni carta possiede una propria identità grafica e narrativa pur facendo parte di un insieme perfettamente giocabile.
L’idea è di Paolo Aquilini, che firma la curatela dell’edizione, mentre il progetto grafico porta la firma di Sandro Giana, autore dell’impianto visivo e dell’iconografia. Le tradizionali figure delle carte vengono ripensate da zero, dando vita a un oggetto che unisce design, illustrazione e arte contemporanea e che, per la prima volta nella storia della manifestazione, porta simbolicamente l’Invasione degli asini fuori dal borgo e dentro le case.
Dalle immagini del mazzo nasce anche una serie di incisioni calcografiche all’acquaforte e acquatinta realizzate da Paolo Aquilini su carta a mano Hahnemühle, storica manifattura tedesca attiva dal 1584, a testimonianza del dialogo tra tecniche artistiche tradizionali e progetto contemporaneo.
L’inaugurazione è in programma sabato 25 luglio in piazza Sergio Inganni: dopo l’apertura della mostra alle 10, dalle 11 si svolgerà la presentazione ufficiale seguita da un rinfresco. Nel pomeriggio il tema delle carte diventerà anche occasione di gioco con un torneo di Scopone scientifico organizzato insieme alla Società Mutuo Soccorso di Retegno, utilizzando proprio il nuovo mazzo realizzato per questa edizione.
Il programma proseguirà sabato 1° agosto al Parco del Telo con attività dedicate a bambini e famiglie. Il laboratorio Due ali per volare introdurrà lo spettacolo itinerante L’asino che vola, ideato da Marta Stoppa e Cristina Quadrio con musiche di Sandro Tangredi, in un percorso che mescola teatro, musica e immaginazione.
Più che una mostra, l’Invasione degli asini continua a proporre un modo diverso di attraversare Dizzasco. L’arte diventa un pretesto per esplorare un borgo della Valle Intelvi lontano dagli itinerari più frequentati del Lario, seguendo le tracce di una leggenda popolare che, da diciotto anni, continua a reinventarsi senza perdere il legame con il territorio.


